I Pesci dei Mari d'Italia
 

Classe: Actinopterygii

SIGANO
Pesce coniglio scuro
Rabbitfish - Dusky spinefoot

Ord. PERCIFORMES

Fam. Siganidae

Gen. Siganus


Foto di Roberto Pillon

Siganus luridus   (Rüppell, 1828)

Il corpo è alto (entra da 2,1 a 2,8 nella lunghezza), ovaliforme e molto compresso lateralmente. Le squame sono piccole, cicloidi e conficcate nella pelle. Il profilo del capo è leggermente concavo dietro l'orbita; il  muso è pronunciato. e ottuso. La narice anteriore ha un tentacolo piatto che raggiunge o supera quella posteriore.
La bocca è piccola, con le labbra ben evidenziate e con le mascelle che non arrivano alla perpendicolare dell'inizio dell'occhio. I denti sono incisiviformi e raggruppati in un'unica fila per ogni mascella. Manca la dentizione sul vomere e sul palatino.
La pinna dorsale è unica e di altezza quasi costante fino all'indentatura tra la parte spinosa e quella molle. Si origina all'altezza della base della pettorale e la parte spinosa ha una piccola spina iniziale, rivolta in avanti e conficcata nella pelle; a questa spina fanno seguito 13 raggi spinosi. La parte molle, decrescente e arrotondata,  ha 10 raggi raggi e margine arrotondato. La pinna anale si origina in corrispondenza della 8-10 spina della dorsale, ha 7 raggi spinosi seguiti da 8-9 molli; il margine è arrotondato. La pinna caudale (18-22 raggi) è ampia e con il margine troncato
(nel Siganus rivulatus è forcuto); nei giovani il margine posteriore è più arrotondato. Le pettorali (16-17 raggi) sono relativamente grandi e di forma spatolata, con margine superiore e posteriore di lunghezza quasi uguale. Le pinne pelviche si originano dietro la base delle pettorali, hanno una spina iniziale a cui fanno seguito 3 raggi molli ed un'altra spina, la quale aderisce al ventre tramite una piccola membrana.


Foto di Roberto Pillon


Foto di Roberto Pillon

La colorazione è varia e spesso rapidamente mutevole nello stesso individuo. Di fondo va dal marrone all'oliva, al verde scuro e può essere uniforme o attraversata da linee bianche vermicolate. Alcuni esemplari sembrano bicolori con la metà del corpo inferiore  biancastra. Altri individui sono attraversati longitudinalmente da una fascia  chiara, che parte da sopra l'orbita e arriva sfumata quasi al peduncolo caudale. Le pinne sono jaline e tendenti al giallo. A volte sono presenti alcune fasce trasversali scure sulla coda.
E' un pesce tropicale dell'Oceano indiano occidentale e del Mar Rosso, che si è introdotto, insieme al Sicanus rivulatus,  nel Mediterraneo attraverso il canale di Suez e che lentamente si sta diffondendo nelle acque italiane.
Frequenta i litorali rocciosi,  con abbondanza di alghe, normalmente tra i 4 e i 10 m, ma lo si può incontrare anche intorno ai 40 m. Da giovane si sposta in gruppi  formati da numerosi individui, mentre da adulto preferisce piccoli gruppi e spesso si aggrega a un branco di Sarpa salpa.
Nel Mediterraneo il periodo riproduttivo sembra limitato ad aprile-agosto, a causa della temperatura più bassa dell'acqua. Le la uova e le larve sono planctoniche. Si alimenta preferibilmente di alghe brune e rosse. Si cattura
con sciabiche da spiaggia, con reti a strascico e
con reti da posta. Raggiunge la lunghezza
massima di 30 cm, ma comunemente va da da 10 a poco più di 20 cm. Sembra che la sua grande capacità di adattarsi all'ambiente, modificando anche l'alimentazione, abbia facilitato la sua diffusione, a scapito anche delle specie indigene (questa competitività con la Sarpa salpa non è comprovata, in quanto le due specie si alimentano di alghe diverse).
Ormai si è insediato quasi stabilmente nelle Isole Pelagie, nel Canale di Sicilia; è stato segnalato nel basso Tirreno e avvistato da subacquei nella parte sud dello Stretto di Messina.

Fonti
FAO, NAFO, NOAA, AAVV

First record of the lessepsian fish Siganus luridus (Osteichthyes: Siganidae) in the Tyrrhenian Sea - L. Castriota* and F.Andaloro - Central Institute for Applied Marine Research, ICRAM, STS Palermo, via Emerico Amari 124, 90139 Palermo, Italy.

Lessepsian rabbitfish Siganus luridus reached the French Mediterranean coasts
by Boris Daniel (1), Serge Piro (2), Eric Charbonnel (1), Patrice Francour (3) & Yves Letourneur (4)

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