Solea solea (Linnaeus, 1758)
Ha corpo ovaliforme
allungato e con gli occhi sul lato destro. La pelle è
ricoperta da scaglie rettangolari e munite marginalmente di spine minuscole (pelle rasposa).
La linea laterale ha 116-165 (140-160) scaglie.
Gli occhi sono piccoli e quello dorsale è più avanzato. La narice anteriore del lato cieco non è allargata. La
narice anteriore del lato oculare si apre all'estremità di un corto tubicino ripiegato all'indietro.
La bocca è piccola e arcuata, le mandibole del lato oculare sono prive di denti.
La pinna dorsale, che inizia all'altezza di metà strada tra occhio dorsale e muso, ha 73-86 raggi, di
cui l'ultimo è collegato con una corta membrana, al primo raggio della
caudale. L'anale si origina subito dopo le ventrali ed ha 61-74 raggi. La base della dorsale e dell'anale sono parzialmente
ricoperte da piccole scaglie. La pinna caudale (18 raggi) è spatolata con margine arrotondato, le pettorali
(8-9 raggi) sono piccole e asimmetriche, più piccola quella del lato cieco.
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Foto di Hans
Hillewaert
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Foto di Petere Wirtz in
fishbase
Il lato oculare è
bruno grigiastro, con macchie più scure variamente disposte e più
o meno appariscenti. Le pinne dorsali e anale talvolta sono biancastre al
margine esterno, mentre
sulla pettorale esiste in alto e marginalmente una macchia nera.
Il lato cieco è bianco.
E' una specie bentonica che
frequenta fondi fangosi e arenosi.
Di giorno resta seppellita nella sabbia, lasciando fuori
solo gli occhi.
La riproduzione va da dicembre a maggio, in
vicinanza della costa. L'uovo è pelagico. Allo stadio di circa 7 mm comincia la migrazione dell'occhio
ed entro i due mesi di vita finisce la metamorfosi.
Si nutre soprattutto di policheti, di ofiure, oloturie, molluschi, crostacei decapodi e anfipodi.
Si cattura con reti a strascico su fondali di sabbia e fango. Capita anche nei tramagli e si cattura anche nelle valli salmastre. Carne
delicata e molto ricercata. Può superare i 30 cm.
Comune su tutte le coste italiane.
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