Callanthias ruber (Rafinesque, 1810)
Il canario rotondo solo apparentemente è simile alla specie Anthias anthias
Ha
corpo allungato, non molto alto, poco compresso lateralmente ed è ricoperto da
grosse scaglie spinose (molto ruvide al tatto).
La linea laterale inizia all'angolo superiore dell'opercolo e sale
verso il margine superiore del dorso per seguirne il profilo e
finisce bruscamente all'inizio del
peduncolo caudale.
La testa, ricoperta di
scaglie, è più corta di
quella di
Anthias anthias
ed ha
pre-opercolo con margine liscio e opercolo con due spine piatte all'angolo
superiore.
L'occhio è grande e circolare.
La bocca è piccola, obliqua
con denti aghiformi
sottili (i più grossi sono caniniformi). Altri
denti piccoli sono sul vomere e sui palatini.
Le narici, distanziate tra loro,
non sono tubulari.
La pinna dorsale (11 raggi spinosi e 10 molli) è unica e
cresce in altezza a partire
dal I°
raggio fino al 15°, il quale è il più lungo di tutti; gli ultimi sei
raggi decrescono
bruscamente. L'anale
(3 raggi spinosi e 10 raggi molli) si innesta in corrispondenza degli ultimi
raggi spinosi della dorsale; cresce costantemente dal primo all'ultimo raggio e
finisce alla stessa altezza della fine della dorsale.
La caudale è molto lunga, forcuta e con il margine interno
arrotondato e i
raggi esterni che terminano in
filamenti sottili e lunghissimi, di cui il superiore,
quasi sempre, è più lungo dell'inferiore.
Pettorali e ventrali sono piuttosto brevi.



Foto di
Walter Preitano
Dorsalmente, la colorazione è rossa
intensa, sfumata con il lilla fino alla linea laterale. I fianchi sono molto più
chiari, passando dal rosa all'azzurro madreperlaceo, specie ventralmente.
Le pinne sono giallo-canarino
con
macchie nella dorsale e
strisce rosse sulla
caudale. Le
ventrali sono giallo pallido.
Le guance sono dorate con riflessi
azzurri.
L'iride è rosaceo argentea
Frequenta zone rocciose tra 200 e 400 m, ma si trova anche
su fondi fangosi. La sua riproduzione è ignota.
Si nutre di crostacei e piccoli pesci. La pesca è occasionale
con reti a strascico o con lenze a notevole profondità. Lunghezza massima 27 cm.
Carni eduli, ma non molto apprezzate per l'abbondanza di spine
Sulle coste italiane è abbastanza raro. Nello Stretto di Messina, invece, capita
di catturarlo abbastanza spesso con lenze usate per la pesca di altre
specie di profondità.

Nomi dialettali
Sicilia |
Munacedda mascula,
Munacedda bedda mascula,
Pisci beddu, Pisci russu, Munacedda russa imperiali
Jadduzzu 'mpriale, Jannuzzu 'i funnu |
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